Esiste una scienza della serenità? E quanto conta, per la nostra salute mentale, imparare a coltivarla giorno dopo giorno? Una conferma del valore di questo tema arriva da un riconoscimento insolito: dopo il Papa emerito Benedetto XVI, anche Papa Francesco ha espresso gratitudine e apprezzamento al professor Guido Brunetti per il “cordiale gesto” dell’omaggio di un suo libro, Pillole per vivere sereni e felici (Campanotto Editore). Un gesto che ci offre lo spunto per parlare di qualcosa che riguarda tutti: come ritrovare calma interiore e benessere in una vita spesso frenetica.
Il riconoscimento di Papa Francesco
In un messaggio articolato, il Pontefice ha manifestato al noto studioso e scrittore “gioiosa vicinanza spirituale”, assicurando “un fervido ricordo nel Signore”. Nelle sue parole c’è anche un invito a “testimoniare” la vittoria del bene sulle tenebre, riscoprendo le opere di misericordia corporale e spirituale e raccomandando di “chinarsi” sulle persone più bisognose.
Non è la prima volta che il lavoro di Brunetti riceve attenzione dal mondo ecclesiale: lo stesso apprezzamento era arrivato in precedenza da Benedetto XVI. Un doppio riconoscimento che dice molto sul terreno comune tra la cura dell’anima e la cura della mente.
Chi è Guido Brunetti
Guido Brunetti è uno psicologo, neuroscienziato e scrittore italiano. Ha insegnato nelle Università di Roma, Lecce e Salerno ed è autore di numerosi libri e saggi che spaziano tra neuroscienze, psichiatria e psicoanalisi. La critica lo ha descritto come uno “scienziato-umanista”, capace di tenere insieme il rigore della ricerca sul cervello e l’attenzione per la dimensione interiore della persona.
Le “formule specifiche intenzionali”
Il volume omaggiato al Papa raccoglie 320 “formule specifiche intenzionali” (FIS): brevi formulazioni costruite per svolgere una funzione terapeutica e favorire benessere fisico e mentale. Si tratta, in sostanza, di aforismi pensati come “vitamine” emotive e mentali, capaci di indurre calma e di generare sensazioni di pace e serenità interiore. È una forma di letteratura sapienziale che incontra la psicologia: parole scelte per orientare l’animo verso uno stato di quiete.
Che cosa significa davvero “vivere sereni e felici”
Felicità e serenità non sono sinonimi. La felicità è spesso un’esperienza intensa e momentanea, fatta di emozioni positive e piacere. La serenità, invece, è uno stato più stabile e duraturo: una sensazione di pienezza, gratitudine e pace interiore che resiste anche quando le circostanze non sono perfette. È proprio questa stabilità che la rende così preziosa per la salute mentale.
Già gli antichi avevano colto questa differenza. “Quid est vita beata?”, si chiedeva Seneca, rispondendo: “Perpetua tranquillitas”, la tranquillità dell’animo. È lo stato che i pensatori greci chiamavano euthymia: l’armonia interiore, l’assenza di turbamento.
Dalla calma alla felicità come progetto di vita
Lo stato di serenità apre la strada a qualcosa di più ampio: l’eudaimonia. Per Socrate, Platone e Aristotele non era un piacere passeggero, ma la felicità intesa come scopo della vita e fondamento dell’etica e della virtù. In Socrate, l’eudaimonia richiama addirittura la presenza del buon daimon, lo spirito-guida interiore. Tradotto in termini moderni: si tratta di vivere in accordo con i propri valori, dando un senso a ciò che facciamo.
La psicoterapia agisce sul cervello: cosa dice la scienza
C’è un dato che vale la pena ricordare ogni volta che si parla di benessere mentale. Come ha osservato il neuroscienziato e premio Nobel per la medicina Eric R. Kandel, nella misura in cui la psicoterapia funziona, “funziona allo stesso livello dei farmaci, quello dei circuiti neurali e delle sinapsi”.
È una prospettiva ricca di conseguenze: significa che il dialogo terapeutico, le parole e le tecniche psicologiche non agiscono “solo nella testa” in senso vago, ma modificano concretamente il funzionamento del cervello. La cura della mente è anche cura della materia di cui la mente è fatta. È lo stesso terreno su cui si muovono approcci consolidati come l’analisi psicologica, l’ipnosi e il training autogeno: vie diverse per raggiungere uno stato di benessere bio-psichico.
Cinque vie concrete per coltivare la serenità
La serenità non è un dono che arriva dall’esterno: è una competenza che si allena. Ecco alcuni passi sostenuti dalla psicologia del benessere.
- Accettare sé stessi. Smettere di criticarsi di continuo e riconoscersi “abbastanza” è spesso il punto di svolta. L’autocritica costante alimenta ansia e malessere; l’autocompassione li riduce.
- Vivere il presente. Gran parte della sofferenza nasce dal rimuginare sul passato o dal voler controllare il futuro. Riportare l’attenzione a ciò che accade ora restituisce calma.
- Praticare meditazione e respiro. Pochi minuti al giorno di meditazione o respirazione consapevole aiutano a ridurre il nervosismo e ad aumentare il senso di pace.
- Muovere il corpo. L’attività fisica scarica tensioni, migliora l’umore ed è un alleato concreto del benessere psichico, non solo di quello fisico.
- Dare un confine alle preoccupazioni. Dedicare un breve spazio quotidiano (anche solo mezz’ora) ai propri pensieri ansiosi evita che invadano l’intera giornata.
Quando chiedere aiuto a un professionista
Le strategie di autocura sono preziose, ma non sostituiscono il supporto di un esperto quando il disagio diventa intenso o persistente. Se l’ansia, la tristezza o il senso di vuoto durano nel tempo e interferiscono con la vita quotidiana, rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta è il passo più saggio. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di cura verso sé stessi.
Domande frequenti
Qual è il libro di Guido Brunetti apprezzato da Papa Francesco?
Si tratta di Pillole per vivere sereni e felici, edito da Campanotto Editore. Papa Francesco ha espresso al professor Brunetti gratitudine e “gioiosa vicinanza spirituale” per il dono del volume, come già aveva fatto in precedenza Benedetto XVI.
Che differenza c’è tra felicità e serenità?
La felicità è in genere un’emozione intensa e momentanea legata al piacere; la serenità è uno stato più stabile e duraturo, fatto di pace interiore, gratitudine e accettazione. Per questo la serenità è considerata più protettiva per la salute mentale nel lungo periodo.
La psicoterapia agisce davvero sul cervello?
Sì. Secondo il premio Nobel Eric Kandel, quando la psicoterapia funziona agisce allo stesso livello dei farmaci, cioè sui circuiti neurali e sulle sinapsi. Le parole e le tecniche psicologiche possono quindi modificare concretamente il funzionamento del cervello.
Cosa sono le “formule specifiche intenzionali” (FIS)?
Sono brevi formulazioni ideate da Guido Brunetti per svolgere una funzione terapeutica e favorire benessere fisico e mentale. Funzionano come aforismi-guida, pensati per indurre calma e generare sensazioni di pace e serenità interiore.
Come si può iniziare a vivere in modo più sereno?
Alcuni passi efficaci sono: accettare sé stessi senza autocritica continua, vivere il presente, praticare meditazione e respirazione, fare attività fisica e limitare il tempo dedicato alle preoccupazioni. Se il disagio persiste, è utile rivolgersi a uno psicologo.
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