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La dislessia negli adulti

La dislessia non riguarda soltanto i banchi di scuola. E’ il disturbo specifico dell’apprendimento legato alla difficolta’ di lettura e, proprio perche’ si manifesta nel percorso scolastico, viene spesso associata all’eta’ infantile. Nella realta’ la dislessia negli adulti e’ molto piu’ comune di quanto si creda: e’ un tratto neurobiologico innato che permane nel tempo, […]

La dislessia negli adulti
La dislessia non riguarda soltanto i banchi di scuola. E’ il disturbo specifico dell’apprendimento legato alla difficolta’ di lettura e, proprio perche’ si manifesta nel percorso scolastico, viene spesso associata all’eta’ infantile. Nella realta’ la dislessia negli adulti e’ molto piu’ comune di quanto si creda: e’ un tratto neurobiologico innato che permane nel tempo, anche se cambia il modo in cui si manifesta.

Che cos’e’ la dislessia e perche’ non scompare con l’eta’

La dislessia evolutiva ha una natura neurobiologica: e’ innata e accompagna la persona per tutta la vita, pur modificando la propria espressivita’. In altre parole, chi e’ dislessico continua a esserlo anche crescendo. Cio’ che cambia non e’ la presenza del disturbo, ma la sua visibilita’: con gli anni molte persone imparano a convivere con le proprie difficolta’ e a compensarle.

Questa e’ una delle ragioni per cui la dislessia adulta viene spesso sottovalutata. Non si tratta di un problema che “si supera”, ma di una caratteristica del funzionamento cognitivo che si impara a gestire. Riconoscerlo permette di guardare alle difficolta’ di lettura con maggiore consapevolezza e senza colpevolizzazioni.

Perche’ e’ difficile identificare una dislessia adulta

Chi oggi e’ adulto ha frequentato la scuola in un periodo in cui i disturbi specifici dell’apprendimento erano poco conosciuti e le diagnosi di dislessia erano rare. Molte di queste persone non sono mai state riconosciute come dislessiche: hanno semplicemente avuto “difficolta’ scolastiche”, spesso attribuite a scarso impegno o distrazione.

A posteriori non e’ semplice riconoscere la dislessia nell’adulto. Anche chi ha ricevuto una diagnosi durante l’infanzia mostra di solito quadri sfumati del disturbo, perche’ negli anni ha messo in campo strategie mirate a compensare le proprie difficolta’.

Intelligenza nella norma e strategie di compenso

Un punto importante da chiarire e’ che i soggetti con un disturbo specifico dell’apprendimento come la dislessia presentano un’intelligenza nella norma, quando non una vera e propria plusdotazione intellettiva. La difficolta’ riguarda un processo specifico, la lettura, non le capacita’ cognitive generali.

Martin e McLoughlin (2012) evidenziano come il dover compensare tali difficolta’ favorisca lo sviluppo di altre caratteristiche: la capacita’ di intuizione, la creativita’ nel trovare soluzioni alternative ai problemi, una buona capacita’ di osservazione. Queste risorse aiutano a migliorare la lettura e a rendere meno evidente la manifestazione del DSA.

Cosa resta: accuratezza e velocita’

Tuttavia la dislessia rimane anche nell’adulto e puo’ riemergere. Nella maggior parte dei casi ci sono miglioramenti per quanto riguarda l’accuratezza, ma permane spesso una lentezza nella lettura. Questo significa che, se da un lato i dislessici adulti riducono gli errori ortografici, dall’altro risultano comunque piu’ lenti a leggere rispetto alla media.

Esistono test di autovalutazione che possono dare un’idea iniziale della presenza di tratti dislessici. Restano pero’ semplici indicazioni: per accertare l’effettiva presenza di un DSA e’ sempre necessaria una diagnosi clinica condotta da professionisti.

Dislessia e lavoro

Nei casi piu’ severi la dislessia puo’ interferire con la vita lavorativa, sociale e relazionale (Gerber, 2011). Le persone con dislessia severa mostrano difficolta’ nell’organizzazione professionale e nella gestione del tempo.

Sono spesso presenti difficolta’ nella comprensione del testo scritto e nella decodifica verbale, nel riconoscimento dei simboli matematici e, dal punto di vista espressivo, nella scelta dei vocaboli, delle congiunzioni e delle preposizioni. Sul piano emotivo e relazionale si osservano frequentemente scarsa autostima, frustrazione e rabbia legate alle esperienze scolastiche passate, oltre ad ansia di fronte ai compiti di apprendimento.

Riconoscere questi aspetti non serve a etichettare, ma a costruire ambienti di lavoro e di studio piu’ adeguati, in cui strumenti compensativi e organizzazione del tempo possano fare una differenza concreta.

Domande frequenti

La dislessia negli adulti puo’ comparire all’improvviso?

No. La dislessia evolutiva e’ innata e di natura neurobiologica: e’ presente fin dall’infanzia. Cio’ che accade spesso e’ che non sia mai stata riconosciuta prima, soprattutto in chi e’ andato a scuola quando i DSA erano poco conosciuti. Non compare da adulti, ma puo’ essere identificata solo in eta’ adulta.

Un adulto dislessico ha un’intelligenza inferiore alla media?

No. I soggetti con un DSA come la dislessia presentano un’intelligenza nella norma, quando non una plusdotazione. La difficolta’ riguarda uno specifico processo, la lettura, e non le capacita’ cognitive generali. Anzi, la necessita’ di compensare favorisce spesso intuizione, creativita’ e capacita’ di osservazione.

La dislessia si puo’ superare da adulti?

Non si “supera”, ma si impara a gestirla. Con gli anni molte persone migliorano l’accuratezza e riducono gli errori, pur mantenendo spesso una lettura piu’ lenta rispetto alla media. Il disturbo permane, cambia la sua espressivita’ grazie alle strategie di compenso sviluppate nel tempo.

I test di autovalutazione bastano per la diagnosi?

No. I test di autovalutazione possono offrire una prima indicazione utile, ma non sostituiscono la valutazione clinica. Per accertare l’effettiva presenza di un DSA e’ necessaria una diagnosi condotta da professionisti qualificati.

La dislessia negli adulti e’ piu’ diffusa di quanto si pensi: un tratto neurobiologico innato che non scompare, ma che si impara a gestire attraverso strategie di compenso. L’intelligenza resta nella norma; cio’ che permane e’ soprattutto una maggiore lentezza nella lettura. Riconoscerla, anche in eta’ adulta, consente di ridurre frustrazione e senso di inadeguatezza e di adottare gli strumenti giusti. La conferma passa sempre da una diagnosi clinica.
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