DAD e disturbi neurologici: perché i minori più fragili hanno pagato di più
Bambini e ragazzi hanno subito effetti negativi in ambito familiare e scolastico a causa della pandemia, dei periodi di lockdown e della didattica a distanza. Una problematica che si è resa ancora più evidente nei minori a cui erano stati diagnosticati disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), come dislessia e disgrafia, disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) o disturbi dello spettro autistico (ASD).
Per questi bambini la routine, la presenza fisica e la relazione diretta con insegnanti e compagni non sono un accessorio, ma parte integrante del percorso di apprendimento e di regolazione emotiva. La loro interruzione ha quindi avuto un impatto più profondo rispetto ai coetanei senza fragilità pregresse.
Un confronto tra medici, psicologi e docenti
Il tema è stato al centro del convegno “Effetti pandemici in età evolutiva: rimodulazione degli assetti familiari e scolastici”, ospitato il 30 marzo 2022 presso la Sala Congressi del Centro Agroalimentare di Roma, in occasione della fine dell’emergenza Covid-19 in Italia. L’evento è stato organizzato dal centro clinico Logos Medical Center di Roma, polo per la diagnosi e la cura dei disturbi psicofisici nell’età evolutiva, e dalla cooperativa Kairos di Roma, che gestisce numerose sedi scolastiche in diverse regioni italiane.
La giornata ha messo a confronto medici, psicologi e docenti, con l’obiettivo di leggere insieme gli effetti della pandemia sul disagio psichico di bambini e famiglie e di individuare strade per superarlo. Un approccio multidisciplinare che rispecchia la complessità del fenomeno.
I dati sul disagio emotivo di bambini e ragazzi
Gli ultimi dati scientifici presentati durante il convegno confermano un incremento del disagio emotivo causato da lockdown e didattica a distanza. L’equipe multidisciplinare del Logos Medical Center ha osservato che, nei minori giunti in consultazione per un disturbo dell’apprendimento durante la pandemia, nel 67% dei casi si è rilevata la necessità di indagare anche gli aspetti emotivi e comportamentali. In tutti questi casi è emersa l’esigenza di avviare un percorso di psicoterapia individuale o familiare da affiancare alla riabilitazione per il DSA.
Lettura, sonno e apprendimento: i numeri
Altre ricerche completano il quadro. Uno studio realizzato dall’IRCCS Fondazione Mondino di Pavia, condotto su bambini della scuola primaria senza pregressi disturbi del linguaggio o disturbi neurologici, ha rilevato che tra il 59 e il 63% dei casi non ha raggiunto il miglioramento atteso nelle abilità di lettura, principalmente a causa della DAD.
Effetti negativi sono stati registrati anche nei minori con disturbi dello spettro autistico. Secondo una ricerca condotta dal dipartimento di Neuroscienze Umane dell’Università Sapienza di Roma su un campione di bambini, ben l’89,3% dei casi ha fatto registrare disturbi del sonno. Un dato che segnala quanto la destabilizzazione delle abitudini quotidiane abbia inciso non solo sull’apprendimento, ma sull’equilibrio generale del bambino.
Scuola e famiglia di fronte all’emergenza
La pandemia ha costretto le famiglie a farsi carico di funzioni normalmente distribuite tra casa e scuola. Genitori improvvisamente diventati tutor didattici, spazi domestici trasformati in aule, giornate senza i ritmi e i confini abituali: tutto questo ha aumentato la tensione negli assetti familiari, in particolare dove era già presente un minore con bisogni specifici.
Proprio per questo il convegno ha dedicato due tavole rotonde ai temi dei cambiamenti nel disagio psichico di bambini e famiglie a seguito della pandemia e alle modalità con cui scuola e famiglia possono superare insieme questa fase. Il messaggio di fondo è che la ripartenza non può essere solo didattica: deve prendersi cura anche della dimensione emotiva.
Cosa possono fare le famiglie
Anche a emergenza conclusa, l’attenzione resta importante. Osservare eventuali segnali di disagio emotivo, disturbi del sonno o cali nell’apprendimento, mantenere routine stabili e non esitare a rivolgersi a specialisti quando serve un supporto sono passi concreti. Nei minori con DSA, ADHD o ASD, l’affiancamento tra riabilitazione specifica e sostegno psicologico si è rivelato particolarmente utile.
Domande frequenti
Perché la DAD ha colpito di più i bambini con disturbi neurologici?
Perché per i minori con DSA, ADHD o disturbi dello spettro autistico la presenza fisica, la routine e la relazione diretta con insegnanti e compagni sono parte essenziale del percorso di apprendimento e di regolazione emotiva. La loro interruzione ha avuto un impatto più profondo rispetto ai coetanei senza fragilità.
Quali effetti emotivi sono stati osservati durante la pandemia?
Secondo i dati del Logos Medical Center, nel 67% dei minori giunti in consultazione per un disturbo dell’apprendimento è emersa la necessità di indagare anche gli aspetti emotivi e comportamentali, con l’avvio di percorsi di psicoterapia da affiancare alla riabilitazione per il DSA.
La DAD ha influito sull’apprendimento della lettura?
Sì. Uno studio dell’IRCCS Fondazione Mondino di Pavia su bambini di primaria senza pregressi disturbi ha rilevato che tra il 59 e il 63% dei casi non ha raggiunto il miglioramento atteso nelle abilità di lettura, principalmente a causa della didattica a distanza.
Cosa possono fare le famiglie oggi?
Osservare i segnali di disagio emotivo, i disturbi del sonno e i cali nell’apprendimento, mantenere routine stabili e rivolgersi a specialisti quando necessario. Per i minori con DSA, ADHD o ASD è utile affiancare al percorso riabilitativo un supporto psicologico.
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