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La nascita dei nuovi approcci psicoanalitici dopo Freud

Klein ribalta gli assunti di Freud e avvia una serie di rivoluzioni che portano alla psicoanalisi di oggi

La nascita dei nuovi approcci psicoanalitici dopo Freud

Freud parte dagli studi di Charcot sull’isteria per curare con l’ipnosi chi manifestava sintomi senza evidenze somatiche.
Ben presto abbandona l’ipnosi e con Breuer capisce che sono le idee e non i nervi a causare i conflitti nelle isteriche. Nascono le associazioni libere che riconducono il paziente a rivivere il ricordo traumatico e quindi con l’abreazione a scollegare l’affetto negativo legato a quel ricordo.

Ma non tutte le pazienti avevano subito un trauma reale così abbandona anche la teoria del trauma ed elabora una teoria basata sull’interpretazione dei sogni dove il sogno è considerato la via regia verso l’inconscio. Il paziente riporta un contenuto camuffato (contenuto manifesto) dovuto alle operazioni del lavoro onirico (condensazione, spostamento, simbolizzazione), e tramite associazioni libere si arriva al contenuto latente che è il vero significato del sogno. Melanie Klein si discosta da Freud perché analizza i bambini e presuppone che il complesso edipico avvenga nei primi due anni di vita e che il bambino giocando fa qualcosa di simile alle libere associazioni dell’adulto.

Anna freud, con la Psicologia dell’Io difende le posizioni del padre e dice che il bambino ha bisogno di funzioni dell’Io ausiliarie prima dei 3 anni, contrastando con le ipotesi di Klein. Dalla Klein si discosta anche il Middle Group dentro la Scuola Britannica da Lei creata, “capeggiata” da Winnicot che pone enfasi sulle relazioni oggettuali e sull’importanza dell’attaccamento per lo sviluppo della personalità (Bowlby). Infine la Psicologia del sé di Kohut dà rilievo alle interazioni con l’oggetto-sé che può essere narcisistico oppure connotato da caratteristiche proprie.

I genitori sono responsabili dell’appagamento dei bisogni del bambino verso l’oggetto-sé che se sono soddisfatti generano una personalità sana, altrimenti causano nevrosi o psicosi in età adulta. Da queste teorizzazioni successive a Freud nasce il filone della Psicoanalisi relazionale dove la relazione reale e l’analisi di transfer e xontrotranfert divengono texniche specifiche del trattamento. È importante citare anche il contributo di Hartmann che divide le capacità sane dell’io che si alleano col terapeuta per risolvere i conflitti e quelle insane che ostacolano l’alleanza. Hartmann sottolinea l’importanza dell’accettazione incondizionata del paziente e delle sue capacità di adattamento che sono presenti sottoforma di bagaglio già dall’infanzia, infatti considera il bambino perfetto per l’ambiente in cui si ritrova a vivere date alcune capacità di adattamento innate.

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