Storie e Testimonianze

Le ho promesso di smettere, ma non l’ho fatto

“Le ho promesso di smettere, ma non l’ho fatto.” È la confessione di Marco, che ha perso la sua ragazza dopo non essere riuscito a uscire dalla dipendenza per amore. Un caso che tocca due nodi delicati della psicologia: il legame tra dipendenza dalle sostanze e relazioni affettive, e la difficoltà di cambiare quando la […]

Le ho promesso di smettere, ma non l’ho fatto
“Le ho promesso di smettere, ma non l’ho fatto.” È la confessione di Marco, che ha perso la sua ragazza dopo non essere riuscito a uscire dalla dipendenza per amore. Un caso che tocca due nodi delicati della psicologia: il legame tra dipendenza dalle sostanze e relazioni affettive, e la difficoltà di cambiare quando la spinta arriva da fuori e non da dentro. Risponde lo psicologo e psicoterapeuta Francesco Albanese.

La lettera: una promessa non mantenuta

Marco racconta di una relazione durata sei mesi. Fin dall’inizio aveva un problema con la droga, ma la sua ragazza lo aveva accettato. Lui le aveva promesso di smettere e, dopo vari mesi, non l’aveva fatto, forse perché allora non era ancora innamorato di lei. La trattava comunque nel migliore dei modi, non le faceva mancare niente. Lei diceva di amarlo e di volerlo aiutare, aveva un carattere acceso, ed era più sveglia di lui.

Dopo sei mesi insieme, lei lo ha lasciato dicendo che non ci teneva davvero, perché non aveva smesso con la droga. Da allora sono passati due mesi e Marco sta malissimo. Le aveva chiesto un’ultima possibilità. Solo dopo essere stato lasciato si è reso conto di amarla e di quanto fosse importante, ma lei forse non crede più in lui. Si è accorto dei suoi sbagli solo quando lei se n’è andata, e ora è anche fidanzata. Marco chiede: come posso fare?

Quando la spinta a cambiare deve nascere da sé

Il caso di Marco mette in luce un meccanismo che la psicologia conosce bene: chiedere a una persona di abbandonare una dipendenza “per amore”, o per non perdere qualcuno, raramente funziona. La decisione di uscire dalla tossicodipendenza è un processo che matura lentamente e che, per reggere nel tempo, deve avere una radice interiore. Quando la motivazione è solo esterna, il rischio è di trasformare la relazione stessa in una nuova forma di dipendenza, in cui l’altra persona prende il posto della sostanza.

C’è poi un secondo elemento ricorrente in queste storie: la consapevolezza che arriva troppo tardi. Marco si accorge di amare la sua compagna solo dopo averla persa. Non è un caso isolato: spesso il valore di una relazione diventa nitido proprio nel momento del distacco, quando la perdita rende visibile ciò che la quotidianità rendeva opaco. Comprendere questo meccanismo non cancella il dolore, ma aiuta a leggerlo come parte di un percorso di crescita.

Vale la pena ricordare, inoltre, che il dolore di Marco riguarda due perdite intrecciate e non una sola: quella della relazione e quella dell’immagine di sé che aveva costruito intorno a essa. Affrontare entrambe richiede tempo e, soprattutto, la disponibilità a prendersi cura di sé prima ancora che dell’altra persona. È proprio su questo punto che si gioca la possibilità di un cambiamento autentico e duraturo.

La risposta di Francesco Albanese

Caro Marco, la situazione non è semplice. Ogni storia di coppia è costellata di prove, cui ogni partner sottopone l’altro, più o meno consapevolmente. Prove che possono essere più o meno grandi da affrontare, più o meno difficili da superare. Nel tuo caso, non c’è dubbio che la prova che ti è stata richiesta sia estremamente gravosa per te, e che per questo tu non sia riuscito a superarla in così breve tempo.

Quella di uscire dalla tossicodipendenza è una decisione che matura dentro per molto tempo, ma che deve provenire da sé stessi, per sé stessi. Non si può chiedere di smettere, neanche per amore, quindi non mi stupisce che tu non l’abbia fatto, se realmente non ne senti la spinta. Solo recuperando il senso di sé stessi si può arrivare a questa scelta, altrimenti si finisce per sostituire la sostanza con l'”altro” in un nuovo, disfunzionale rapporto di dipendenza.

Adesso però che l’hai persa, forse la spinta è reale. Se ti sei accorto di amarla realmente, e ti credo quando lo dici, allora forse questo potrebbe essere il momento di darle la prova di cui ha bisogno. Rivolgiti al servizio dipendenze della tua città, esponi il tuo problema e chiedi di essere inserito in un programma di recupero tra quelli che ti indicheranno, ma fallo innanzitutto per te. A presto.

A chi rivolgersi per chiedere aiuto

Come suggerisce il dottor Albanese, il primo passo concreto è rivolgersi ai servizi pubblici dedicati alle dipendenze (i SerD, Servizi per le Dipendenze, presenti sul territorio di ogni ASL), dove è possibile esporre la propria situazione e accedere a percorsi di recupero personalizzati. L’aspetto decisivo, però, resta la motivazione: il cambiamento ha più probabilità di durare quando viene scelto per sé stessi, e non solo per riconquistare qualcuno.

Domande frequenti

Si può smettere con la droga per amore?

Promettere di smettere per amore raramente basta. La decisione di uscire da una dipendenza deve maturare dentro la persona e nascere da una motivazione personale: quando la spinta è solo esterna, il cambiamento tende a non reggere nel tempo e la relazione può trasformarsi in una nuova forma di dipendenza.

Perché ci si accorge di amare qualcuno solo dopo averlo perso?

La perdita rende visibile ciò che la quotidianità rendeva opaco. Il distacco interrompe l’abitudine e costringe a guardare la relazione con occhi nuovi, facendo emergere sentimenti e consapevolezze che prima restavano sullo sfondo. È un’esperienza dolorosa ma molto comune.

A chi ci si può rivolgere per uscire dalla dipendenza?

Il riferimento principale sono i servizi pubblici per le dipendenze (i SerD presenti in ogni ASL), che offrono colloqui, valutazione e programmi di recupero personalizzati. È importante esporre con sincerità la propria situazione e iniziare il percorso soprattutto per sé stessi.

Cambiare per riconquistare una persona è la scelta giusta?

Il desiderio di riconquistare qualcuno può essere una scintilla iniziale, ma non un fondamento solido. Il cambiamento dura quando diventa un obiettivo proprio: come ricorda lo psicoterapeuta, occorre intraprendere il percorso innanzitutto per sé stessi, qualunque sia l’esito della relazione.

La storia di Marco ricorda che non si può uscire da una dipendenza solo per amore: la spinta deve nascere dentro di sé. Rivolgersi ai servizi specializzati è il primo passo concreto, ma il vero cambiamento parte dalla scelta di farlo prima di tutto per sé stessi.
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