Il Significato dei Colori: il Rosa

Il colore dell’infanzia e spesso del femminile

 

Il rosa e il significato dei colori

Nell’ambito del significato dei colori il rosa in genere viene associato alla femminilità. Infatti nella maggior parte dei paesi occidentali si ha l’usanza, sorta in epoca successiva alla I Guerra Mondiale, di appendere un fiocco rosa sulla porta di casa quando nasce una bambina, anche se in certe provincie dell’Italia e della Spagna si usa al suo posto il rosso. Bizzarro è pensare che per secoli invece il rosa, in quanto sfumatura di rosso, non è stato considerato un colore “femminile”. Anche oggi comunque non sempre ha questa connotazione tant’è che ad esempio il vincitore del giro d’Italia, simbolo di forza fisica e di virilità, indossa una maglietta rosa. Anche il buffo personaggio della Pantera Rosa, nato come sigla dei film polizieschi che portano il suo nome e da cui in seguito si è ispirata la serie di cartoni animati, vede come protagonista appunto una pantera rosa pasticciona ma che di femminile non ha nulla.

Simbolismo e neuromarketing

maiale rosaIl rosa viene associato all’infanzia, all’innocenza, all’amore, alla dedizione totale, all’aiuto verso il prossimo, alla sensibilità, al fascino e alla raffinatezza. In Occidente è un colore positivo che evoca un senso di tranquillità e di ottimismo. Nella simbologia cristiana indica la gioia e la felicità. In tempi recenti, ma ora non più, il rosa è stato usato per indicare l’omosessualità con intento denigratorio. In Oriente la simbologia è diversa, ad esempio in Giappone rappresenta l’odio.

È possibile constatare che nelle storie per bambini la figura del maiale sia sempre rosa, anche se in natura il manto di questo animale può avere anche altre colorazioni. Esemplificativi sono i maialini rosa dei personaggi di Peppa Pig e Babe.

Michel Pastoureau, lo storico più importante nello studio del significato dei colori, fa notare che solo con l’avvento delle lingue romanze sono stati creati termini specifici per designare il rosa in quanto era diventato un colore simbolico. In precedenza il termine “rosa” designava esclusivamente il fiore e per indicare questo colore quando si trovava in natura si diceva “rosso chiaro” o “rosso bianco”.

Il rosa nel neuromarketing viene usato per suscitare tenerezza, morbidezza, affettuosità, femminilità, bellezza, amicizia, sensibilità, amore, felicità, dolcezza e viene utilizzato spesso per i settori merceologici dei negozi, nelle scritte delle pubblicità e nei packaging dei prodotti dei settori infantili, nuziali, dolciari e femminili. Si trova anche in alcuni marchi, ad esempio quello molto noto di Barbie. Inoltre non è un caso che il genere letterario d’amore, destinato soprattutto ad un pubblico femminile, venga identificato con il termine di “romanzi rosa”. È dimostrato che il rosa induca calma, combatta lo stress, riduca l’aggressività e incuta speranza ed infatti è ideale per le tinte delle pareti degli ospedali, delle carceri e delle scuole. Positiva è anche la scelta del rosa sulle pareti degli uffici dove si svolgono lavori creativi ma va usato con cautela perché non è apprezzato da tutti in quanto ritenuto troppo femminile.

Breve storia del rosa

pittura rosa

 

In Occidente il rosa per lungo tempo è stato considerato una sfumatura di rosso, più chiara e poco apprezzata. Bisogna però tenere conto che nell’ambito della tintura e della pittura non si sapevano realizzare bei toni di rosa, nitidi e luminosi come sono in natura. Poi, alla fine del Medioevo il rosa venne rivalutato, in particolare nei tessuti e nell’abbigliamento. Il motivo fu la scoperta di un legno pregiato, il cosiddetto “legno brasilium”, importato dalle Indie e da Sumatra, dal quale era possibile ricavare dopo una lunga e costosa lavorazione il rosa, anche se instabile. Successivamente la scoperta di un legno simile in America Latina, che ha dato poi il suo nome al Brasile, favorì tra il XVI e il XVIII secolo la diffusione di toni di rosa di migliore qualità. Nel XIX secolo i teorici rifiutarono ancora al rosa lo statuto d’autentico colore e preferirono considerarlo sempre una mescolanza di bianco e rosso. Da allora in poi, grazie ai colori di sintesi che vennero prodotti, fu possibile ottenere il rosa mescolando questi due colori, cosa prima non in uso e s’imparò quindi ad ottenerlo con facilità. Questa produzione ha fatto sì però che i rosa risultassero spesso tinte visibilmente artificiali, assai lontane da quelle riscontrabili in natura. Durante il Romanticismo ed in particolare nel XVIII secolo il rosa ha acquisito l’attuale simbologia diventando sinonimo di tenerezza, di femminilità e di dolcezza -in quanto venne visto come un rosso più attenuato, privato del suo carattere bellicoso– e fu da allora che venne coniato il detto “vedere la vita in rosa”. Poi, dal XIX secolo, il rosa assunse anche connotati di leziosità –da qui l’espressione “all’acqua di rosa”.

Scopriremo in futuro eventuali sviluppi del significato dei colori e quindi anche del rosa.

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