Chi era Thomas Gordon e da dove nasce il metodo
Thomas Gordon (1918-2002) è stato uno psicologo clinico statunitense, formatosi accanto a Carl Rogers, il padre della psicologia umanistica e fondatore dell’Approccio Centrato sulla Persona. Da quella scuola Gordon ereditò una visione dell’essere umano positiva, fiduciosa nelle risorse dell’individuo e attenta alla qualità della relazione più che al controllo o alla disciplina imposta dall’alto.
La sua intuizione fu semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: gran parte dei conflitti tra genitori e figli, tra colleghi, tra partner non dipende da cattiva volontà, ma dalla mancanza di strumenti comunicativi adeguati. Litighiamo, ci feriamo e ci allontaniamo non perché vogliamo farlo, ma perché nessuno ci ha mai insegnato come ascoltare davvero e come esprimere i nostri bisogni senza aggredire l’altro. Da qui nacque un modello formativo strutturato, oggi diffuso in tutto il mondo e proposto in Italia da enti come lo IACP.
I pilastri del metodo Gordon
Il metodo Gordon non chiede di cambiare personalità, ma di acquisire alcune competenze relazionali precise. Tre, in particolare, ne costituiscono l’ossatura.
L’ascolto attivo
Ascoltare in modo attivo significa molto più che restare in silenzio mentre l’altro parla. Vuol dire restituire a chi ci sta di fronte ciò che abbiamo compreso del suo vissuto, senza giudicare, senza correggere e senza affrettarsi a dare soluzioni. Chi si sente ascoltato in questo modo abbassa le difese, si apre e spesso trova da solo la via d’uscita dal proprio problema. È una competenza tanto potente quanto rara nella comunicazione quotidiana.
Il messaggio in prima persona
Quando qualcosa ci infastidisce, l’istinto è accusare: tu non mi ascolti mai, tu sei sempre in ritardo. Il messaggio in prima persona ribalta questa logica e descrive l’effetto che un comportamento ha su di noi, senza attaccare la persona. Dire come mi sento quando accade una certa cosa apre un dialogo, mentre l’accusa lo chiude. È uno strumento di assertività che permette di affermare i propri bisogni nel rispetto dell’altro.
La gestione dei conflitti senza vincitori né vinti
Nel metodo Gordon il conflitto non viene evitato né vinto con la forza. Si cerca invece una soluzione che soddisfi i bisogni di entrambe le parti, il cosiddetto metodo senza perdenti. Questo approccio protegge la relazione, perché nessuno esce umiliato e nessuno deve cedere per quieto vivere. Il risultato è un clima di reciproco rispetto che rafforza, anziché logorare, il legame.
Persone Efficaci e Genitori Efficaci: i percorsi più diffusi
I corsi Gordon più conosciuti sono due. Persone Efficaci si rivolge a chiunque voglia vivere le relazioni professionali e interpersonali con maggiore soddisfazione, stima di sé e rispetto per l’altro. Le competenze apprese aiutano a risolvere i problemi attraverso modalità di affermazione di sé mai prevaricanti, e con il tempo diventano uno stile comunicativo personale che riduce lo stress e rafforza l’autostima.
Genitori Efficaci è invece pensato per chi vuole affrontare con maggiore serenità gli aspetti più complessi della vita familiare, in particolare la relazione con i figli. Attraverso l’ascolto attivo, le strategie comunicative che favoriscono l’autostima e la gestione costruttiva dei conflitti, molti genitori osservano un netto miglioramento nella qualità del rapporto e una riduzione del malessere legato al senso di inefficacia educativa.
Come si svolgono i corsi e chi li conduce
I percorsi Gordon hanno tipicamente una struttura esperienziale: non lezioni frontali, ma laboratori in cui i partecipanti si mettono alla prova, si confrontano con il formatore e con il gruppo e integrano tre dimensioni dell’apprendimento, il sapere, il saper fare e il saper essere. Un percorso completo si articola di norma in alcuni incontri di poche ore ciascuno, al termine dei quali viene rilasciato un attestato di frequenza.
I trainer Gordon sono professionisti qualificati, in possesso di un diploma di counseling o di psicoterapia con l’Approccio Centrato sulla Persona. In Italia uno degli enti storici che propone questi corsi è l’IACP, l’Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona, fondato da Carl Rogers insieme ai collaboratori Charles Devonshire e Alberto Zucconi, e attivo nel nostro Paese dal 1979. Rispetto, responsabilità e collaborazione sono le parole chiave che attraversano tutti i percorsi.
Domande frequenti
Il metodo Gordon è una psicoterapia?
No. Si tratta di un percorso formativo ed educativo, non di un trattamento clinico. L’obiettivo è apprendere competenze comunicative trasferibili nella vita quotidiana. Per questo è adatto a chiunque, anche a chi non sta attraversando un disagio psicologico, ma desidera semplicemente migliorare le proprie relazioni.
A chi è utile frequentare un corso Gordon?
È utile a genitori, insegnanti, professionisti, manager, operatori sanitari e a chiunque lavori o viva a stretto contatto con altre persone. Le abilità di ascolto e di gestione dei conflitti sono preziose tanto in famiglia quanto in un’azienda o in un’aula scolastica.
Quali risultati si possono aspettare i partecipanti?
Chi applica con costanza il metodo riferisce relazioni più autentiche, minore conflittualità, una riduzione dello stress e un rafforzamento dell’autostima. Non si tratta di formule magiche, ma di competenze che, allenate nel tempo, diventano un modo di stare con gli altri.
Qual è il legame con Carl Rogers?
Thomas Gordon fu allievo e collaboratore di Carl Rogers. Il metodo Gordon traduce in strumenti pratici e insegnabili i principi dell’Approccio Centrato sulla Persona: fiducia nelle risorse dell’individuo, ascolto empatico e assenza di giudizio.
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