La psicologia, nonostante i recenti progressi ottenuti grazie al lavoro del CNOP, non è ancora considerata una materia importante, tanto che il ministro dell’università Manfredi promise in tempi recenti la presentazione alla Camera di un disegno di legge atto a rendere abilitante la laurea magistrale.
Così non è avvenuto.
Il problema non si ferma al riconoscimento mancato da parte delle istituzioni, bensì va ad intaccare anche la società tutta, a partire dai più giovani e soprattutto da coloro i quali necessiterebbero di un intervento psicologico ma non ne usufruiscono per tanti motivi; uno di questi è sicuramente dovuto al fatto che, ingenuamente, si considera lo psicologo alla stregua di un amico, si pensa che parlare non risolva i problemi e addirittura che lo psicologo possa peggiorare la situazione riempiendo la testa di pensieri inutili.
Ho sentito spesso amici e conoscenti essere scettici nel contattare lo psicologo, un pò per i motivi sopracitati, un pò per lo stigma che ancora aleggia attorno alla professione (se vado dallo psicologo sono matto, diverso, verrei giudicato male se qualcuno ne venisse a conoscenza ecc. ecc.).
Tirando le somme, è evidente che qualcosa nella comunicazione da parte del CNOP non stia funzionando; continuare a battere il tasto sul fatto che la salute mentale è preziosa tanto quella fisica non sembra aver portato a grandi risultati nell’affievolire la vergogna di varcare la soglia di uno studio psicologico. Pertanto, occorrerebbe pensare a nuovi metodi comunicativi e persuasivi che penetrino a fondo nelle coscienze delle persone e arrivino anche nelle teste dei più alti funzionari delle istituzioni. Iniziamo a introdurre psicologia come materia obbligatoria nelle scuole ad esempio, potrebbe essere un buon punto di partenza.
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