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Assunti di psicodinamica: i meccanismi di difesa

ASSUNTI FONDAMENTALI DELL’APPROCCIO PSICODINAMICO– LE DIFESE PSICHICHE La questione delle difese psichiche è strettamente collegata alla teorizzazione sulla struttura della psiche e all’interazione dinamica tra le entità che la compongono.I meccanismi di difesa sono stati teorizzati da Freud, per poi essere approfonditi da diversi autori di differenti correnti facenti capo ad una concezione psicodinamica della […]

Assunti di psicodinamica: i meccanismi di difesa

ASSUNTI FONDAMENTALI DELL’APPROCCIO PSICODINAMICO
– LE DIFESE PSICHICHE

La questione delle difese psichiche è strettamente collegata alla teorizzazione sulla struttura della psiche e all’interazione dinamica tra le entità che la compongono.
I meccanismi di difesa sono stati teorizzati da Freud, per poi essere approfonditi da diversi autori di differenti correnti facenti capo ad una concezione psicodinamica della mente.
Per comprendere i meccanismi di difesa è necessario fare riferimento al modello psichico freudiano, sia a livello topografico (1° topica, suddivisione della mente nei sistemi inconscio e pre-conscio – conscio) che strutturale (2° topica, suddivisione nelle istanze Es, Io e Super-Io): l’energia pulsionale contenuta nell’Es spinge per la soddisfazione di un desiderio, di un impulso, di un bisogno emotivo ma questa soddisfazione non è sempre possibile perché trova sul proprio cammino sia le altre istanze interne che la realtà, con le quali si trova a negoziare. I meccanismi di difesa permettono al soggetto di proteggersi da queste dinamiche conflittuali, soggettivamente percepite come spiacevoli ed angoscianti: l’Io – istanza che si occupa di mediare con la realtà – metterà in atto una difesa, permettendo al soggetto di diminuire la tensione generata e restituendo così uno stato di omeostasi. Il prezzo da pagare per mantenere un buon livello di omeostasi è però dato da una distorsione più o meno importante del proprio mondo interno e/o del mondo esterno.
Nelle terapie psicodinamiche l’analisi delle difese assume un ruolo fondamentale anche per il fatto che queste sono strettamente legate al livello di funzionamento: lo stile difensivo – cioè la prevalenza con la quale una modalità difensiva si presenta – concorre alla comprensione dell’organizzazione della personalità e della gravità del disturbo del paziente. Per un buon esito è fondamentale che il terapeuta comprenda a fondo le dinamiche interne del paziente (da cosa si sta difendendo e perchè) al fine di promuovere una buona alleanza e di poter intervenire sulle rotture relazionali con efficaci manovre riparatorie.

I MECCANISMI DI DIFESA
Difese primitive

  • Scissione: compartimentalizzazione delle esperienze del Sé e dell’Altro tale da rendere impossibile una integrazione. Previene il conflitto causato dall’incompatibilità di due aspetti polarizzati di sé o di altri.
  • Identificazione proiettiva: pressione sull’altro affinchè assuma caratteristiche del sé che vengono in lui proiettate
  • Diniego: negazione della realtà per evitare emozioni negative connesse ad essa.
  • Dissociazione: distruzione continuità del sé per mantenere l’illusione di controllare la realtà a fronte dell’impotenza percepita nel farlo.
  • Idealizzazione: attribuzione di qualità perfette all’altro per evitare delusioni, invidia o rabbia.
  • Acting out: messa in atto di impulsi o desideri inconsci per evitare affetti dolorosi.
  • Somatizzazione: conversione del dolore emotivo in sintomi fisici.
  • Regressione: ritorno a un punto precedente dello sviluppo per evitare conflitti legati al livello di sviluppo presente.
  • Fantasia schizoide: introiezione: modo di gestire la perdita di una persona introiettandone le caratteristiche.
  • Difese secondarie (o nevrotiche, o di alto livello).
  • Identificazione: interiorizzazione caratteristiche di un altro da sé diventando come quest’altro.
  • Spostamento: trasferimento di sentimenti associati a un’idea, oggetto o persona che somiglia con l’originale.
  • Intellettualizzazione: eccesso di pensiero astratto per evitare probabili ostacoli nell’affrontare la realtà.
  • Isolamento dell’affetto: separazione di un’idea dall’affetto ad essa associato.
  • Razionalizzazione: giustificazione di credenze o comportamenti inaccettabili.
  • Sessualizzazione: attribuzione di significati sessuali a oggetti o comportamenti per rendere eccitante un’esperienza negativa.
  • Formazione reattiva: trasformazione desideri inaccettabili nell’opposto
  • Rimozione: eliminazione di idee o impulsi inaccettabili, bloccandone l’accesso alla coscienza
  • Annullamento retroattivo: negare implicazioni sessuali, aggressive o fonte di vergogna tramite una rielaborazione
  • Livello di organizzazione
  • Livello nevrotico Super-Io ben integrato, difese di alto livello, identità discretamente stabile, forze dell’Io notevoli, patologia basata sul conflitto, funzione riflessiva integra
  • Livello borderline integrazione del Super-Io minima, difese primitive, diffusione d’identità, debolezza dell’Io, contemporanea presenza di conflitti e deficit importanti, funzione riflessiva compromessa

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