Siamo esseri di relazione
Siamo esseri sociali. Abbiamo bisogno di contatto, di vicinanza, di condivisione: siamo interdipendenti gli uni dagli altri. Nasciamo dal corpo di una donna, dopo una lunga permanenza simbiotica nel suo ventre, dal quale traiamo tutto il nutrimento necessario per vivere e svilupparci. Il nostro imprinting alla vita ha dunque, fin dal principio, una valenza profondamente relazionale: nasciamo in una diade.
Per tutto l’arco della nostra esistenza restiamo immersi in un campo di relazioni che influenzano le nostre scelte e il nostro benessere. Non sempre questi legami funzionano in modo armonico e si sviluppano in modo naturale. Accade anzi con una certa frequenza che la relazione con l’altro si trasformi in un campo di battaglia, da cui puo’ scaturire molta sofferenza.
Nell’epoca dell’esaltazione del dubbio, in cui, come scrive Zygmunt Bauman, per modernita’ si intende la convinzione che il cambiamento sia l’unica cosa permanente e che l’incertezza sia l’unica certezza, una delle scommesse piu’ impegnative si gioca proprio sul piano delle relazioni umane. Sempre piu’ spesso queste diventano il ricettacolo di delusioni esistenziali e affettive. Comprendere quanto contino la conoscenza e la consapevolezza di se’ diventa allora decisivo: per andare d’accordo con se stessi, prima ancora che con gli altri.
La crescita personale come educazione relazionale
L’importanza che oggi viene riservata alla crescita personale non riguarda soltanto gli spazi individuali di consapevolezza che essa offre, e che si ripercuotono sul miglioramento della qualita’ della vita in generale. Riguarda anche l’educazione relazionale, un terreno di cui in genere ci si occupa troppo poco, e troppo superficialmente.
Cio’ che una volta veniva insegnato in famiglia, o all’interno di comunita’ educative e sociali strutturate, in una societa’ cosiddetta liquida resta affidato al caso, alla fortuita’, e in epoca di internet anche ai social. Il lavoro su se stessi rimane un apprendimento volontario, un atto di consapevolezza necessario, in cui, attraverso la coscienza delle emozioni e dei propri processi interiori, si tenta di operare in accordo con le direttrici della propria interiorita’, creando valore e benessere nella propria esistenza.
Quando crescere dentro migliora i legami fuori
Accade spesso che il miglioramento del senso di autoefficacia e il potenziamento della propria autostima abbiano effetti importanti e benefici sulle relazioni. Legami sani, improntati alla spontaneita’ e all’autenticita’, offrono riverberi positivi sul benessere fisico, mentale e psicologico, cosi’ come, all’opposto, relazioni disarmoniche e frustranti incidono negativamente sulla persona.
Nel percorso della vita le relazioni che piu’ ci appartengono, quelle che sentiamo piu’ profondamente, ci modificano, ci trasformano, ci insegnano qualcosa di noi stessi. Attraverso gli altri apprendiamo lezioni importanti, e il modo in cui gestiamo queste lezioni racconta l’orizzonte di senso che andiamo costruendo.
Dalla relazione io/tu a quella piu’ sana me/te
Uno degli apprendimenti piu’ efficaci, sul piano della comunicazione umana, si traduce in un passaggio: da un approccio io/tu a un approccio me/te. E’ l’acquisizione del principio di reciprocita’.
Porsi su un piano frontale nella relazione, atteggiamento espresso appunto dall’approccio io/tu, penalizza la relazione stessa: la rende asimmetrica e poco affine a un processo di crescita condiviso. Quando passiamo, in virtu’ di questa reciprocita’, a un approccio me/te, miglioriamo il processo relazionale nella direzione della crescita di entrambi i partner.
Costruire relazioni in cui nessuno debba fare le spese del rapporto con l’altro fa comprendere appieno il valore quasi rivoluzionario della crescita personale, vissuta come volano per il miglioramento dei legami. Se riconosco il mio diritto a evolvere, non potro’ fare a meno di riconoscere anche il tuo diritto a farlo: e questo, sul piano relazionale, diventera’ costruttivo e non limitativo. Il luogo in cui la libera espressivita’ di ognuno puo’ accordarsi con la liberta’ collettiva e’ un luogo di pace, di cura e di sviluppo per tutti gli esseri umani.
Amare dopo aver lavorato su di se’
Chi attraversa un percorso di crescita personale si accorge spesso che cambia anche il modo di amare. Non perche’ si diventi persone diverse, ma perche’ cambia lo sguardo: ci si conosce meglio, si riconoscono i propri bisogni senza pretendere che sia l’altro a soddisfarli tutti, e si impara a tollerare la distanza che ogni relazione, anche la piu’ intima, inevitabilmente comporta. L’amore smette cosi’ di essere un terreno di dipendenza o di conferma, e diventa uno spazio di incontro tra due persone che continuano, ciascuna, il proprio cammino.
Questo non rende le relazioni piu’ fredde, anzi. Una maggiore consapevolezza di se’ permette di esprimere con piu’ chiarezza cio’ che si sente, di chiedere senza ricattare e di dare senza svuotarsi. Le delusioni affettive, in questa prospettiva, non sono soltanto ferite da evitare, ma anche occasioni di apprendimento: ci raccontano qualcosa dei nostri schemi, delle nostre aspettative, dei nostri punti ciechi. Trasformarle in consapevolezza, anziche’ in rancore, e’ uno dei frutti piu’ preziosi del lavoro su se stessi.
Cambiare in amore, allora, non significa cercare la relazione perfetta, ma diventare capaci di stare in relazioni reali, imperfette e vive, in cui ci si trasforma a vicenda senza che nessuno debba rinunciare a se stesso.
Domande frequenti
Perche’ la crescita personale migliora anche le relazioni?
Perche’ lavorando su autoefficacia, autostima e consapevolezza delle proprie emozioni si modifica il modo in cui ci si pone verso gli altri. Una persona piu’ consapevole di se’ tende a costruire legami piu’ spontanei e autentici, mentre relazioni disarmoniche nascono spesso da una scarsa conoscenza di se stessi.
Cosa significa passare da un approccio io/tu a un approccio me/te?
Significa abbandonare un atteggiamento frontale e contrappositivo, che rende la relazione asimmetrica, per adottare il principio di reciprocita’. Nell’approccio me/te entrambe le persone crescono insieme, e nessuna deve fare le spese del rapporto con l’altra.
Perche’ oggi e’ cosi’ importante occuparsi di educazione relazionale?
Perche’ in una societa’ liquida cio’ che un tempo veniva insegnato in famiglia o nelle comunita’ educative resta affidato al caso e ai social. L’educazione relazionale, ancora trascurata, e’ invece una componente essenziale della crescita personale e del benessere quotidiano.
Le relazioni possono davvero cambiarci?
Si’. I legami che sentiamo piu’ profondamente ci modificano e ci insegnano qualcosa di noi stessi. Il modo in cui interpretiamo e gestiamo queste esperienze contribuisce a definire l’orizzonte di senso della nostra vita.