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Singletudine

Un’analisi dello status di single dal suo significato letterale ed esistenziale in relazione all’età, alla scelta o meno di questa condizione, per lo più riferita all’ambito relazionale e sentimentale delle persone, inserita nel contesto sociale e degli stereotipi culturali. Singletudine: scelta o costrizione? Singletudine: scelta o costrizione? Divertente è il significato che si trova cercando […]

Singletudine
Un’analisi dello status di single dal suo significato letterale ed esistenziale in relazione all’età, alla scelta o meno di questa condizione, per lo più riferita all’ambito relazionale e sentimentale delle persone, inserita nel contesto sociale e degli stereotipi culturali. Singletudine: scelta o costrizione?

Singletudine: scelta o costrizione?

Divertente è il significato che si trova cercando singletudine su internet: chi è solo e non ha una relazione stabile. Singletudine deriva da single parola inglese che significa: singolo. Quindi con single intendiamo genericamente in italiano uno status sociale in genere di una persona in una situazione esistenziale di solitudine. Ma se a queste prime interpretazioni della parola single ci prendiamo la briga di sfogliare un vero dizionario fatto di vere pagine di carta stampata e andiamo a cercare il significato italiano della sua traduzione: singolo, allora troviamo altri significati. Singolo: detto di persona o cosa considerata separatamente, a sé, separatamente dagli altri, o ancora: individuo, persona considerata separatamente: i bisogni dei singoli non necessariamente coincidono con quelli della collettività. Quindi due aspetti emergono chiari, la separazione dagli altri e i bisogni personali. Molti si sono ribellati al concetto negativo della separazione dagli altri e quindi hanno innalzato l’immagine del single, al single per scelta pensando ad una persona libera che pensa solo a se stessa e che fa quello che gli pare. Diciamo pure che: quello che gli pare è una pura fantasia in quanto ad esempio le bollette da pagare riportano violentemente a non fare sempre quello che gli pare e neanche, per essere fedele al concetto di libertà, a vivere da eremita sul cucuzzolo di una montagna in quanto nessuno può esimersi dal non fare anche quello che non gli piace non fosse altro per le intemperie a cui il nostro corpo cadùco è sottoposto.

Single e Solo

Certo una considerazione va fatta il concetto aureo di single è inversamente proporzionale all’età. Da giovani, single indica uno status scelto, libero da complicanze sentimentali, in cui il giovane o la giovane riversano su se stessi le proprie energie anche economiche, permettendosi abiti, viaggi, ristoranti e rapporti sentimentali occasionali e comunque scevri da progetti stabili. Avanzando con l’età il single è la persona divorziata o con varie delusioni relazionali che volente o nolente è rimasta sola sentimentalmente, a volte con figli a carico e piena di problemi. Single dunque inizia ad essere uno status meno ambito ma sicuramente pieno di fascino tipico delle parole inglesi entrate nell’uso comune della lingua parlata italiana. In italiano dire: “sono solo getterebbe nella più cupa disperazione. Indicare, invece, anche sui social: sono single ha tutt’altro effetto. Ossia, mi ridò una spolveratina, mi metto un po’ a dieta e cancello tutte le mie delusioni amorose almeno all’apparenza, sfodero un bel sorriso e sono di nuovo disponibile a nuovi incontri. Andando ancora avanti con gli anni i single sono i vedovi, ad esempio. Oppure gli anziani e qui viene difficile parlare di un’ottantenne single, qui prepotente interviene la nostra lingua madre e chiama le cose con il proprio nome. A 80 anni se non hai affetti vicini, sei solo. Magari fino a 79 anni metti ancora i jeans e aspetti di incontrare l’Amore con la A maiuscola, quello che per diversi motivi pensi di non aver mai potuto incontrare.

Essere Single

In ogni caso la nostra società è cambiata radicalmente in pochi decenni. Oggi si può divorziare in tempi brevi, si può dare il proprio cognome al figlio che nasce fuori dal matrimonio che ha eguali diritti rispetto a chi dentro l’istituzione del matrimonio è nato. Esistono i matrimoni tra persone dello stesso sesso, le famiglie allargate. Eppure capita spesso ad una persona che da sola va al cinema che le venga rimarcato a voce alta: SOLO UN BIGLIETTO? Oppure al bar la domenica: UN SOLO CAFFÈ? Gli stereotipi sono duri a morire. Allora capita che le donne pur di non restare sole si accompagnino a uomini sbagliati che sovente arrivano a maltrattarle o con cui non hanno niente in comune e questo vale anche per gli uomini. Essere soli può non essere una scelta e non ci libera dalle bollette ma può essere una grande risorsa, una grande libertà specialmente per le donne che possono cercare di centrarsi, di capirsi, di uscire fuori dagli schemi che le stanno stretti. Se pensiamo alle nostre nonne o alle giovani donne dell’India che ancora oggi sono costrette a matrimoni combinati contro la loro volontà, o a quelle che sono costrette a coprirsi da capo a piedi di nero, o alle donne a cui non fu o non è permesso di sciogliere il legame matrimoniale, allora tutte le persone che per vari motivi non condividono la propria vita con un partner, senza arrivare a fare della singletudine uno slogan di libertà, devono ritenersi fortunate perché possono cercare di rimettere insieme la propria vita ritrovare i propri bisogni quelli autentici. C’è ancora molto da fare per imparare a creare una comunicazione autentica dentro di sé e nella relazione con l’altro. I single veri, quelli per scelta sono una minoranza ma anche la maggioranza dei single che non ha scelto questo status ma che per vari motivi ci si è ritrovato/a, lo può considerare un momento proficuo, un momento di crescita, una possibilità che si può vivere oggi più che nel passato per stare in contatto con sé stessi. E se proprio ci si sente in crisi, perché no? Rivolgersi ad uno psicologo esperto può essere utile.

Domande frequenti

Che cosa significa “singletudine”?

Il termine deriva dall’inglese single, cioè singolo, e indica genericamente lo status sociale di una persona in una situazione esistenziale di solitudine, per lo più riferita all’ambito sentimentale. Andando a fondo nel significato di “singolo” emergono due aspetti chiari: la separazione dagli altri e i bisogni personali della persona considerata a sé.

Essere single è una scelta o una costrizione?

Può essere entrambe le cose. I single “veri”, quelli per scelta, sono una minoranza; la maggioranza si ritrova in questa condizione per vari motivi, come un divorzio, delusioni relazionali o la vedovanza. Anche chi non l’ha scelta, però, può viverla come un momento proficuo di crescita e di contatto con sé stessi, oggi più che in passato.

Perché il significato di “single” cambia con l’età?

Il concetto è inversamente proporzionale all’età. Da giovani “single” indica uno status scelto e libero da complicanze sentimentali; avanzando negli anni descrive spesso una persona divorziata o rimasta sola dopo delusioni, a volte con figli a carico. In età anziana la lingua italiana tende a chiamare le cose con il loro nome: a ottant’anni, senza affetti vicini, si è semplicemente soli.

La solitudine può diventare una risorsa?

Sì. Anche quando non è scelta, e senza trasformarla in uno slogan di libertà, la condizione di chi non condivide la vita con un partner può essere una grande risorsa, specialmente per le donne, per centrarsi, capirsi e uscire da schemi che stanno stretti. È l’occasione per ritrovare i propri bisogni autentici. Se si vive un momento di crisi, rivolgersi a uno psicologo esperto può essere utile.

Dietro la parola “singletudine” convivono due dimensioni: la separazione dagli altri e i bisogni personali. Il significato di “single” cambia con l’età, da status ambito a sinonimo di solitudine, e gli stereotipi sociali sono duri a morire. Che sia scelta o costrizione, questa condizione può diventare un tempo di crescita e di ascolto di sé; nei momenti di crisi, il sostegno di uno psicologo esperto può fare la differenza.
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