Lo strano rapporto dell’uomo con le nuvole

L’uomo è sempre stato affascinato dalle nuvole, in questo articolo verranno brevemente esposti i motivi e la simbologia che hanno contraddistinto il rapporto tra l’uomo e questo fenomeno.

Caratteristiche delle nuvole

Le nuvole, da un punto di vista scientifico, sono un aggregato di minuscole gocce d’acqua o di ghiaccio in sospensione nell’atmosfera. Nel linguaggio meteorologico si preferisce utilizzare il termine sinonimo “nube”. A seconda della quantità di goccioline d’acqua o di cristalli di ghiaccio che contengono e dalla temperatura dell’atmosfera e dell’altitudine a cui si trovano prendono forme diverse. Le classificazioni che sono state proposte sono state diverse ma prevale quella creata dal giovane meteorologo dilettante inglese, che di professione faceva il farmacista, Luke Howard (1772-1864). Secondo tale classificazione vengono riconosciuti quattro tipi fondamentali di forme di nubi: strati (quando sono orizzontali, piatte, basse e grigie), cumuli (se sono tondeggianti, con la base piatta, con i contorni ben definiti, bianche e somigliano a montagne di panna montata, quindi le tipiche nuvole rappresentate nelle immagini), cirri (quando sono sottili, trasparenti, bianche e somigliano a filamenti) ed i nembi (gonfie, basse e grigie). Si tratta di nomi di origine latina, che poi si combinano tra loro per formare nuvole dai nomi composti come cirrocumuli, cirrostrati, stratocumuli, nembostrati ed altre, fino ad un totale di dieci tipi diversi. Quando le goccioline si uniscono e formano gocce sempre più pesanti, queste tornano sulla terra sotto forma di pioggia. Quando poi le gocce che cadono dal cielo incontrano gli strati d’aria più fredda si solidificano e si trasformano in neve oppure in grandine.

È probabile che ognuno di noi almeno una volta nella vita guardando le nuvole che passavano in quel momento nel cielo soprastante abbia giocato ad immaginare cosa potessero rappresentare quelle forme. Un gioco divertente, almeno per la maggior parte delle persone. Per questo letterati, pittori ed artisti di ogni genere hanno cercato spesso di rappresentare e descrivere le nubi e le loro forme a loro modo. Inoltre nel corso della storia, l’uomo ha creato diverse associazioni simboliche, non lineari, talvolta positive e talvolta negative. Nei prossimi paragrafi verranno brevemente presentati tali ambiguità e contraddizioni.

Il simbolo delle nuvole

Da un punto di vista antropologico, in Occidente, le nuvole sono quasi sempre il simbolo di un velo. Ad esempio nella mitologia un velo di nuvole cinge la montagna in cui vivono gli dei. Nell’Esodo Dio in forma di una colonna di nuvole apparve agli Israeliti in fuga dall’Egitto. Negli Atti degli Apostoli si narra che delle nuvole nascondono Cristo risorto. Nel Vangelo (Luca 21, 27) si racconta che nel giorno del Giudizio, gli uomini vedranno il Figlio dell’uomo venire da una nube con potenza e gloria. Pertanto è possibile affermare che nel Cristianesimo le nuvole rappresentano le immagini del cielo, del trono di Dio nel giorno del Giudizio.

Per l’Islam la nuvola è simbolo dell’imperscrutabilità di Allah.

Nelle religioni naturali le nuvole, in quanto portatrici di pioggia, risultano di solito associate alla fertilità e devono essere colpite da un fulmine per poter riversare la loro acqua sulla terra.

Nell’antico Messico una divinità era chiamata “serpente delle nuvole” (Mixcóatl).

Nell’antica Cina si dedicava molta attenzione alle nuvole (yün) e particolarmente a quelle dai cinque colori, considerate “nuvole della fortuna” ed interpretate come segno di pace. Si diceva che avessero origine dall’unione dei principi primordiali yin e yang. Nelle arti figurative cinesi le nuvole erano rappresentate sotto forma di spirale oppure, più realisticamente, come cumuli. Nell’iconografia legata al culto della fertilità l’assonanza con il monte (maschile) intorno a cui le nuvole si raccoglievano per poi far cadere la loro pioggia ha condotto, nel romanzo erotico cinese, all’immagine poetica “nuvole-pioggia-gioco”, ove l’unione sessuale veniva detta yün-yü. I capelli femminili ondulati erano descritti poeticamente come “nuvole vaporose”.

Tutt’oggi in molte filosofie orientali, in discipline orientali, nei testi dei maestri spirituali sia antichi che recenti e nel buddismo è diffusa la metafora che associa le nuvole ai pensieri. L’origine non è certa e precisa ma la spiegazione più plausibile è dovuta al fatto che l’atto stesso di alzare gli occhi al cielo porta ad un momento di contemplazione che può diventare meditazione. Le nuvole ed il cielo vengono elaborati nel nostro interiore fatto di diversi pensieri, emozioni, sentimenti, silenzi e piccoli spazi di vuoto.

Espressioni con le nuvole

Bisogna anche tenere presente che in alcune lingue ed in particolare in quella italiana si siano andate a creare alcuni modi di dire con le nuvole. La nube può essere anche vista come una formazione che porta in sé una sfumatura d’inconsistenza e di instabilità. Con questa accezione esistono dei modi dire con le nuvole ed il cui significato non sempre è positivo, anzi è per lo più negativo.

“Avere la testa tra le nuvole” che significa essere distratto.

“Vivere tra le nuvole/Essere nelle nuvole/Vivere nelle nuvole” vuole dire che la persona al quale si rivolge l’espressione è come se vivesse al di fuori della realtà. Più precisamente significa che una persona è sognatrice oppure che è distratta, svagata e sventata. Inoltre può anche voler dire che la persona a cui ci si rivolge non si rende conto della realtà circostante, sembra non capirla, quasi come se non se ne accorgesse nemmeno, come se realmente non vivesse sulla Terra ma, appunto, sulle nuvole.

“Cadere/Cascare dalle nuvole” significa che si rimane molto sorpresi, ci si mostra o ci si finge del tutto ignari e meravigliati di fronte a qualcosa o qualcuno proprio come se fossimo appena caduti sulla terra.

“Andare su per le nuvole “ vuol dire disquisire su argomenti astratti o futili.

“Costruire sulle nuvole/Fabbricare sulle nuvole” significa fare progetti irrealizzabili, privi di base o di fondatezza. Quando ci si riferisce ad una teoria oppure ad un ragionamento che parte da premesse assurde.

“Senza nuvole” significa, riferendoci al cielo, che è perfettamente sereno. In senso figurato, essere senza problemi, turbamenti o dispiaceri oppure si può rapportare a situazioni che si sviluppano senza intoppi. Inoltre si possono intendere anche momenti di per sé felici ma che per loro natura possono venire compromessi da elementi esterni, soprattutto nella sfera delle situazioni familiari o sentimentali.

 

Quindi…

Eleonora Grassi, sociologa appassionata della tematica delle nubi, fa notare che analizzando il significato delle nuvole nel corso della storia dell’umanità ed in ogni disciplina (sia orientale che occidentale), ogni autore (artista, poeta, ecc…) ha offerto la sua visione, un suo punto di vista, la sua parte di verità sul fenomeno della presenza delle nubi in cielo, fenomeno tanto comune quanto sorprendente. Le nuvole sfuggono alle classificazioni, si dileguano, mettono in discussione le definizioni, disobbediscono alle regole, superano i confini sia geografici che disciplinari e confondono i campi. Le nuvole sono schermi di separazione ed al tempo stesso di unione tra la terra, finita ed il cielo, infinito. Sono elementi celesti e terrestri, metaforici e reali, simbolici e materiali, sono cose ma anche segni. Contengono opposti, sono duplici ed ambivalenti e sono forme senza forma. Ognuno di noi, anche solo come esercizio di rilassamento, può mettere in moto la fantasia e nell’osservazione e nella contemplazione delle nuvole lasciare libera l’immaginazione che può spingere a riconoscere le figure e le forme più varie e diverse senza però, ovviamente, mai perdere di vista la cognizione con la realtà che ci circonda.

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