Psicologia e Società

Il significato dei colori: il verde

Il verde è il colore della speranza, della natura e della fortuna, ma anche della gelosia, del veleno e del diavolo. Pochi colori sono così ambivalenti: amatissimo eppure storicamente legato all’instabilità e al caso. Ecco una carrellata tra simbolismi, neuromarketing, storia e curiosità che hanno accompagnato il verde nel corso del tempo. Il verde e […]

Il significato dei colori: il verde
Il verde è il colore della speranza, della natura e della fortuna, ma anche della gelosia, del veleno e del diavolo. Pochi colori sono così ambivalenti: amatissimo eppure storicamente legato all’instabilità e al caso. Ecco una carrellata tra simbolismi, neuromarketing, storia e curiosità che hanno accompagnato il verde nel corso del tempo.

Il verde e il significato dei colori

Nell’ambito del significato dei colori il verde è molto ambiguo. È un colore comunissimo in natura e appartiene allo spettro del visibile. Le piante sono verdi perché contengono clorofilla, che assorbe le lunghezze d’onda della luce complementari del verde, riflettendo proprio quella tonalità che percepiamo. Nella teoria dei colori il verde è un colore secondario, che si ottiene mescolando due colori primari: il blu e il giallo.

Questa duplice natura, biologica e cromatica, accompagna fin dall’inizio l’ambivalenza simbolica del verde: da un lato la vita vegetale e il rigoglio, dall’altro un colore “costruito”, mescolato, che per secoli si è rivelato difficile da fissare in modo stabile.

Simbolismo del verde tra culture e religioni

Il verde viene associato alla gelosia, all’invidia, al caso, al destino, alla buona e alla cattiva sorte, alla speranza, al denaro, alla natura, all’ecologia, all’igiene, alla freschezza, alla salute, alla gioventù, al libertinaggio, al permesso (si pensi al semaforo verde), all’energia debordante, al diavolo, alla stranezza (di solito i marziani sono rappresentati in verde), al veleno e agli acidi. Difficile trovare un colore con una gamma di significati così ampia e contraddittoria.

Il verde rappresenta l’Islam; in Irlanda è associato alla fazione cattolica e alla cultura celtica; in India rappresenta la purezza e l’armonia; in Cina indica il marito tradito, in particolare se indossa un cappello verde; in Giappone simboleggia il futuro, la giovinezza, l’energia e la vita eterna.

Da ricerche sociologiche è emerso che il verde è un colore molto amato dalle persone. Michel Pastoureau, lo storico più importante nello studio del significato dei colori, sostiene che è un colore appassionante per la sua professione, perché è uno straordinario concentrato di tecnica e simbologia.

Perché il verde è così ambivalente

L’ambivalenza del verde nasce dall’incrocio di due fattori. Da un lato il legame con la natura, la speranza e la rinascita primaverile, che lo rendono positivo e rassicurante. Dall’altro l’associazione storica con ciò che è mutevole, aleatorio e instabile, da cui derivano i significati negativi legati al caso, all’invidia e perfino al veleno. È questa tensione interna a renderlo uno dei colori più affascinanti da analizzare.

Il verde nel neuromarketing

Nel neuromarketing il verde evoca tranquillità, sicurezza, pace, speranza, natura, salute, vitalità, fertilità, guarigione, crescita, ambiente, equilibrio, relax, denaro, avidità e abbondanza. Per questo viene utilizzato nei settori medicale, farmaceutico, della natura, della gioventù, del benessere e delle consulenze finanziarie e bancarie, dove comunicare fiducia e affidabilità è essenziale.

La tinta verde sulle pareti è un eccellente colore di giorno, ma è un po’ difficile illuminarlo bene di notte per creare un’atmosfera accogliente: per questo è sconsigliabile nelle camere da letto. È invece consigliabile nelle cucine, perché sembra risvegliare l’appetito. Inoltre è stato dimostrato che è un colore calmante, equilibrato e antistress: induce alla fiducia, mette a proprio agio, incute serenità e incita ad aprirsi con il prossimo. È dunque ideale nei soggiorni, per creare un’atmosfera più familiare.

Per le stesse ragioni, in ambito professionale è raccomandabile nelle sale riunioni, nei luoghi particolarmente rumorosi, nelle stanze dove si svolgono negoziazioni, negli studi legali, negli ambienti dove si svolgono professioni mediche, nelle centrali di polizia, nei centri di massaggio, nelle stanze per l’ipnosi e nei luoghi Zen. Pare infine che nelle trattative commerciali vestirsi di verde possa ispirare maggiore fiducia nell’interlocutore.

Breve storia del verde

La storia del verde è strettamente legata alla sua simbologia. In Occidente, durante il Medioevo, passava per colore malefico, perché era il colore del diavolo e degli spiriti maligni. Di conseguenza si evitava di indossarlo ed era raro trovarlo negli stemmi. Tuttavia, nella stessa cultura occidentale, era anche ritenuto il colore del destino, della buona e della cattiva sorte.

In epoca feudale i duelli si svolgevano su prati e le ordalie, antiche pratiche giuridiche che stabilivano le sorti degli accusati, erano associate al verde. Almeno dal XVIII secolo i tavoli da gioco sono verdi, così come i campi sportivi. Allo stesso modo i consigli d’amministrazione si svolgono tradizionalmente su “tappeti verdi”, dove si negozia la sorte degli individui.

L’instabilità chimica del verde

Le ragioni dell’origine ambigua di questo colore sono dovute all’instabilità chimica nel realizzare tinte verdi durature. Per questo si è sviluppata una simbologia del verde legata alla mutevolezza, a ciò che si desidera ardentemente ma che si rivela aleatorio, effimero e spesso non perenne, come la gioventù, il gioco, l’amore, la speranza e il denaro. Riguardo a quest’ultimo, non è un caso la scelta del verde per le banconote dei dollari, associate ai giochi d’azzardo e, per estensione, alla banca e alla finanza.

Soltanto dal XVIII secolo si cominciò a mescolare il giallo e il blu per ottenerlo. Precedentemente pittori e tintori ricavavano il verde direttamente da materiali naturali e per lungo tempo questi professionisti, soprattutto quelli specializzati, si opposero alla nuova teoria dei colori. Il verde, inoltre, in molti Paesi e per lungo tempo è stato il simbolo delle farmacie, ma non in Italia, dove erano rosse. Si dice infine che per gli attori indossare abiti verdi in scena porti sfortuna, credenza dovuta alla leggenda secondo cui il commediografo e attore Molière sarebbe morto indossando proprio un abito di questo colore.

Domande frequenti

Perché le piante sono verdi?

Perché contengono clorofilla, un pigmento che assorbe le lunghezze d’onda della luce complementari del verde e riflette quella tonalità. È così che percepiamo il colore verde delle foglie e dei vegetali.

Perché nel Medioevo il verde era considerato un colore malefico?

Perché era associato al diavolo e agli spiriti maligni. Si evitava di indossarlo ed era raro negli stemmi. A questo si univa l’instabilità chimica delle tinte verdi, che rendeva il colore mutevole e poco affidabile, alimentando la sua simbologia legata al caso e all’inganno.

Perché il verde è usato nel settore medico e farmaceutico?

Perché nel neuromarketing evoca salute, guarigione, equilibrio e tranquillità. È un colore calmante e antistress che ispira fiducia, qualità ideali per comunicare benessere e affidabilità in ambito medico, farmaceutico e del benessere.

Perché i dollari americani sono verdi?

La scelta del verde per le banconote richiama il legame storico di questo colore con il denaro, il gioco d’azzardo e la sorte. Per estensione, il verde è diventato il colore della banca e della finanza.

Il verde è il colore più ambivalente dello spettro: speranza, natura e salute da un lato, gelosia, caso e veleno dall’altro. Amatissimo e usato dal neuromarketing per comunicare equilibrio e fiducia, deve la sua duplice anima a una storia segnata dall’instabilità chimica e da una simbologia legata alla mutevolezza. Un colore che, più di ogni altro, racconta il fascino dell’incertezza.
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