Il significato dei colori: il viola

Il colore del mistero, della spiritualità e del sacrificio

Qual è stato e qual è il rapporto del colore viola con l’umanità? A questa domanda proveremo a rispondere nell’articolo che stai per leggere.

Il viola e il significato dei colori

Il viola, che non deve essere confuso con il “violetto”, colore puro presente nello spettro del visibile e spesso erroneamente usato come sinonimo di viola, è secondo la tradizione associato alla spiritualità e al sacrificio. È un colore considerato intermedio tra il rosso ed il blu, tant’è che viene classificato come un colore secondario ottenuto dall’unione di due colori primari, il rosso ed il blu.

Simbolismo e neuromarketing

morte colore violaIl viola viene associato al mistero, alla mistica, alla penitenza, all’inconscio, al segreto, alla superstizione, alla malinconia, alla morte, alla paura, alla pietà, alla frustrazione, al digiuno, al fascino, all’umiltà, al sogno ed alla magia. Nel Cristianesimo è legato al pentimento, all’espiazione ed al raccoglimento. I suoi colori primari, uniti in parti uguali rappresentano la saggezza e l’amore, infatti su antichi quadri della Passione di Cristo, il Salvatore è stato rappresentato con un mantello viola. È anche un colore ecclesiale che si usa durante il periodo di meditazione dell’Avvento, che prepara alla festa del Natale e della Quaresima, il periodo di pentimento prima della Pasqua.

In Oriente il viola è legato al vizio ed alla malvagità, in particolare in Giappone evoca peccato e paura e perciò n’è vietato l’uso ai matrimoni. In Venezuela ed in Turchia è associato al lutto. Il viola è il settimo centro energetico Chakra. Da un’analisi sociologica risulta che il viola sia uno dei colori meno amati dalle persone.

Michel Pastoureau, lo storico più importante nello studio del significato dei colori, ritiene che in Occidente oggi se ne sia abusato troppo nell’abbigliamento, facendolo diventare volgare. Il viola nel neuromarketing evoca mistero, spiritualità, vanità, fantasia, magia, saggezza, moda, successo e lusso e per questo motivo viene usato nel settore della cosmesi soprattutto dei profumi e della moda (in genere femminile), nel settore ludico, nel settore ecclesiastico, nel settore dell’infanzia e della comunicazione. È consigliabile il suo utilizzo per tinteggiare le pareti degli ambienti in cui si necessita di concentrazione e solitudine perché sembra che aiuti a liberarsi dalle angosce ed ad immergersi in sé stessi quindi è utile nelle stanze di scrittori o di studenti. Per lo stesso motivo è invece sconsigliabile in stanze conviviali come soggiorni, salotti e cucine. In ambito professionale pare che sia il colore che ispira rispetto ed istituzionalità e dunque potrebbe essere usato per studi medici e legali. Inoltre sembra che sia ideale nelle camere da letto delle coppie in crisi perché aiuterebbe a ritrovare serenità ed a risvegliare il desiderio.

Breve storia del viola

roccella tinctoriaIl viola è poco frequente in natura e spesso è difficile produrne delle belle sfumature. Nell’antichità e nel Medioevo il succo della Roccella tinctoria, un lichene (associazione simbiotica tra un fungo ed un’alga) venne impiegato per l’estrazione del viola, la cosiddetta “porpora sostitutiva” raccolta soprattutto sulle coste delle Canarie. Una tonalità più tendente al rosso è invece propria della porpora degli antichi mantelli dell’imperatore e dei pomposi abiti delle classi ricche. Essa era ricavata dalla secrezione di molluschi marini ed era molto costosa. Perciò i tessuti viola divennero un apprezzato simbolo della condizione sociale alta e nobile, così come indossare la costosa ametista, gemma dal colore viola.

In latino medievale per indicare il viola si usava il termine “sottonero” o “seminero” (subniger), infatti in passato il viola era concepito come un blu scuro prossimo al nero e tale concetto è stato tutt’oggi parzialmente conservato nella liturgia cristiana come simbolo di pentimento. Successivamente venne coniato per questo colore il termine “viola” che deriva dal fiore omonimo. Inizialmente era stato associato al mezzo lutto, a ciò che si allontana nel tempo, alla vecchiezza femminile, come i riflessi dei capelli delle donne attempate. In un secondo tempo è curiosamente diventato il colore dei vescovi. I romano-cristiani associavano i periodi precedenti un cambiamento o un rinnovo al viola, ciò traeva origine dai popoli centro-italici preromani che lo legavano a carestie e precedeva il rituale “Ver Sacrum”.

Nel Medioevo, durante i giorni della Quaresima (il cui simbolo, come già detto, è il viola) venivano vietate tutte le rappresentazioni teatrali e gli spettacoli pubblici. Di conseguenza questo comportava notevoli disagi economici agli attori ed a tutte le persone che vivevano di teatro e che in questo periodo avevano difficoltà a procurarsi il cibo. Per questa ragione ancora oggi nel mondo dello spettacolo gli oggetti e gli abiti viola sono considerati di malaugurio e pertanto il più possibile evitati. Scopriremo in futuro quali novità ci riserveranno sul colore viola gli eventuali sviluppi degli studi sul significato dei colori.

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