Il giallo e il significato dei colori
Nell’ambito del significato dei colori il giallo è ambiguo. Appartiene allo spettro del visibile e nella teoria dei colori è un colore primario, al pari del rosso e del blu. Questa centralità cromatica contrasta con la storia tormentata della sua simbologia, fatta di apprezzamenti antichi, lunghe condanne e tardive riabilitazioni.
Pochi colori, infatti, hanno conosciuto un destino simbolico tanto altalenante. Il giallo è insieme il colore del sole e dell’oro, ma anche quello dell’inganno e dell’esclusione: due volti opposti che hanno convissuto per secoli e che ancora oggi ne caratterizzano la percezione.
Simbolismo del giallo tra culture e religioni
Il giallo viene associato alla luce, all’intelletto, al sapere, al calore, alla gioia, ma anche alla menzogna, al tradimento, al declino, alla malattia, alla follia, alla ricchezza e all’attenzione. In Italia indica inoltre un genere narrativo, per via della copertina di una serie di romanzi polizieschi di successo editi a partire dal 1929 dalla casa editrice Mondadori.
Nel Buddismo è simbolo di saggezza. In Cina era associato all’imperatore e tuttora richiama la nascita, la salute, la forma, la socievolezza, gli scambi, la comunicazione, la riconoscenza, gli onori, la spiritualità, la saggezza, la pazienza e la tolleranza. In Giappone rappresenta grazia e nobiltà.
Da ricerche sociologiche è emerso che è un colore piuttosto apprezzato dalle persone, anche se statisticamente lo è più dai bambini che dagli adulti. Michel Pastoureau, lo storico più importante nello studio del significato dei colori, osserva che oggi la simbologia del giallo fa concorrenza a quella dell’arancione e che in Occidente, ultimamente, si sta rivalutando.
Il doppio volto del giallo
La forza del giallo sta proprio nella sua ambiguità. Nella tonalità piena e luminosa comunica energia, intelletto e gioia di vivere. In una tonalità slavata e spenta, invece, rimanda al tradimento, alla slealtà e all’infedeltà. Questa polarità spiega perché lo stesso colore possa essere scelto tanto per il settore infantile quanto, in chiave opposta, per evocare sospetto e indagine.
Il giallo nel neuromarketing
Nel neuromarketing il giallo evoca energia, allegria, gioia, intelletto e avviso, e viene usato nel settore infantile e culturale. In una tonalità slavata, però, rimanda al tradimento, alla slealtà e all’infedeltà, ed è perciò spesso usato nel settore investigativo. Nel packaging il giallo è fortemente consigliato se abbinato al nero, una combinazione che risulta molto efficace e alla moda.
Nell’arredamento il giallo, come l’oro, simboleggia la riuscita e la gioia di vivere: spesso si tende a usare qualche tocco di giallo per ravvivare la casa o gli uffici. La tinta gialla sulle pareti, colore caldo ma non eccitante, è raccomandabile per i soggiorni, i salotti, gli ingressi e le sale da pranzo, perché apporta energia e facilita gli scambi. Di sera, sotto la luce artificiale, consente di creare interni calorosi e accoglienti.
È consigliabile nelle cucine perché stimola l’appetito ed è ottimo nelle camere da letto delle persone stanche, perché aiuta a rigenerarsi. È invece da evitare per le pareti di chi ha difficoltà ad addormentarsi, perché induce alla riflessione e quindi non stimola il riposo. Gli studiosi affermano che è consigliabile per le persone depresse, perché aiuta a rigenerarsi e a conservare la gioia e il buon umore. In ambito professionale aiuta a concentrarsi, sia nelle attività intellettuali sia in quelle che richiedono organizzazione, e stimola le funzioni psichiche: è fortemente consigliabile nei laboratori di ricerca e nelle aule scolastiche, perché induce alla curiosità.
Breve storia del giallo
Nell’antichità il giallo era un colore apprezzato. Gli antichi greci e romani lo usavano negli affreschi parietali, ricavandolo dall’ocra, e i romani lo indossavano negli indumenti per cerimonie e matrimoni. In Asia e in Sud America il giallo è sempre stato considerato positivamente. In Occidente, però, a partire dal Medioevo venne associato all’inganno e al tradimento.
In quell’epoca si distinguevano l’oro, ritenuto un colore splendente, brillante e luminoso che rappresentava il sole, la luce, il calore e, per estensione, la vita, l’energia, la gioia e la potenza, e il giallo, considerato invece più spento, opaco e triste. Nell’iconografia medievale e nei romanzi i personaggi spregevoli venivano rappresentati in giallo e, a partire dal XII secolo, Giuda si raffigurò con vesti gialle.
Il giallo come marchio di esclusione
Il giallo, sia in tintura sia in pittura, si ricavava perlopiù dai vegetali e dai solfuri. Questi ultimi contengono lo zolfo, che può talvolta provocare turbe mentali, e per questo motivo il colore veniva considerato diabolico, pur producendo tinte resistenti. Da circa la metà del Medioevo le associazioni negative aumentarono e il giallo venne usato perfino per indicare gli esclusi e i condannati, come gli ebrei, una pratica che si mantenne anche con la Riforma protestante.
A partire dal XIII secolo i concili imposero agli ebrei di portare un simbolo di riconoscimento, perlopiù a forma di stella gialla o rossa che evocava l’Oriente. Questa usanza venne tristemente ripresa dai nazisti negli anni Trenta del Novecento, che obbligarono gli ebrei a portare una stella gialla ben visibile sugli indumenti.
Successivamente la simbologia cominciò a cambiare, anche grazie all’elaborazione, nel XVIII secolo, della teoria dei colori, in cui il giallo figurava come colore primario. In pittura la svalutazione del giallo, che durò fino agli impressionisti, si andò perdendo e questo colore cominciò ad acquisire un valore positivo. In Francia, ad esempio, il vincitore del Tour de France indossa una maglia gialla. Gradualmente la simbologia del giallo è stata rivalutata e il forte contrasto che esisteva con l’oro si è attenuato.
Domande frequenti
Perché il giallo è associato al tradimento?
L’associazione nasce nel Medioevo occidentale, quando il giallo venne legato all’inganno e alla slealtà. Nell’iconografia, a partire dal XII secolo, Giuda veniva raffigurato con vesti gialle, consolidando il legame tra questo colore e il tradimento.
Perché in Italia “giallo” indica un genere letterario?
Per via della copertina di una collana di romanzi polizieschi di successo, editi a partire dal 1929 dalla casa editrice Mondadori. Il colore della copertina diede il nome all’intero genere narrativo.
Il giallo fa bene all’umore?
Secondo gli studiosi è consigliabile per le persone depresse, perché aiuta a rigenerarsi e a conservare la gioia e il buon umore. È inoltre indicato in soggiorni e aule scolastiche perché apporta energia e stimola la curiosità.
Perché il giallo è apprezzato di più dai bambini?
Le ricerche sociologiche rilevano che il giallo è gradito a tutti, ma statisticamente più ai bambini che agli adulti. È un colore vivace e gioioso, e per questo viene spesso usato nel settore infantile e culturale.
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