fbpx

Effetto Dunning-Kruger: quando gli ignoranti si sopravvalutano

L’ ‘effetto Dunning-Kruger, è una distorsione cognitiva che induce le persone alla sopravvalutazione delle proprie capacità. Questa mancanza di obiettività riguardante le proprie competenze è dovuta ad un deficit delle capacità metacognitive. Le capacità metacognitive non sono altro che l’insieme dei fattori che controllano e monitorano la cognizione, ovvero, il pensiero individuale. In altri termini, si riferiscono a come e cosa pensiamo, riguardando tutto quello che fa parte delle nostre credenze ed il nostro modo di dare senso ai nostri pensieri.

Effetto Dunning-Kruger, perché accade?

I risultati degli studi sull’effetto Dunning-Kruger, postulano diverse interpretazioni; spesso si riscontra l’effetto sopracitato fra persone che svolgendo un compito specifico, si ritengono più qualificati per portarlo a termine. Al contrario, coloro che oggettivamente risultano essere più qualificati per ultimare il compito, hanno meno fiducia nelle proprie capacità. Allora perché l’incompetente ha successo? La spiegazione del successo di questa tipologia di soggetti si può facilmente spiegare con un’interpretazione teorica conosciuta come ”Ipotesi del mondo giusto”.

Secondo questa teoria, qualsiasi cosa accada nel mentre della nostra esistenza, è da attribuire ai propri meriti. Non esiste il caso, non esiste la fortuna, né locus of control esterno che influenzi il fluire degli eventi. Secondo questa idea ognuno occupa una determinata posizione nel mondo in base ai soli e propri meriti. Ne consegue che, le persone incompetenti che ritengono di essere migliori di altre che lo sono davvero, in generale non credono realmente di essere migliori di quelli che di fatto, lo sono.

L’effetto Dunning-Kruger, fa presente un esempio di discordanza: sia tra come le persone incompetenti percepiscano la loro prestazione e come è davvero, sia il contrario; come chi è altamente competente non percepisca a pieno le proprie potenzialità. Due discordanze simili della percezione che, ad entrambi i gruppi, possono recare delle problematiche abbastanza copiose. Se, per quanto riguarda le persone mediocri l’effetto Dunning-Kruger impedisce loro di migliorarsi, lo stesso effetto riflesso su soggetti intellettualmente dotati, li limita nel far risaltare il più possibile le proprie capacità.

Effetto Dunning-Kruger, l’esperimento

Nel 1999, i due psicologi pubblicarono un articolo intitolato: ”Unskilled and unaware of It: How difficulties in recognizig one’s own incompetence lead to inflated self-assessments”, frutto di un esperimento che postulò poi l’effetto sopracitato. I due chiesero ad un gruppo di studenti di valutare le proprie capacità logiche, grammaticali e umoristiche. Coloro che ottennero basse percentuali nei test, tendevano a sovrastimare – immotivatamente – il loro potenziale. In più, gli stessi soggetti, non erano capaci di valutare le competenze altrui, per questo si consideravano più capaci e competenti di altri. ( Deficit metacognitivo).

L’effetto Dunning-Kruger, avviene, come ritengono i due psicologi, non solo perché questi individui arrivano a conclusioni errate, ma anche perché la loro ridotta capacità metacognitiva li priva di comprendere le loro lacune tangibili. L’effetto Dunning-Kruger possiede in sé stesso una insita drammaticità, poiché può allargarsi in poco tempo, da fenomeno individuale a sociale, per cui, l’unico modo per arginare un fenomeno simile, è mettersi in discussione affinando le proprie capacità di metacognizione.

Esempi dell’effetto Dunning-Kruger

L’inconsapevolezza della propria incompetenza si può intravedere in molte situazioni: una persona può pensare di saper cantare splendidamente, perché non ne sa nulla di tono, timbro, e degli esercizi necessari per allenare il diaframma a produrre un’intonazione consona alla melodia che si vuole riprodurre. Qualcun altro può pensare di essere competente in matematica perché arriva sempre alla risoluzione di un risultato, non prendendo in considerazione la sua totale incompetenza in algebra o aritmetica, portandolo, di conseguenza, ad avere sì un risultato, ma errato.

Questo bias o pregiudizio cognitivo esiste anche in psicologia: molti individui rifuggono la figura dello psicologo asserendo di non averne bisogno: ”Il miglior psicologo sono proprio io!” Questo accade perché questi individui, ritengono da un lato di conoscersi fin troppo bene rispetto ad uno sconosciuto, dall’altro perché queste persone sono totalmente all’oscuro sia di come una figura professionale come un terapeuta possa aiutarli, sia di quali siano le tecniche psicologiche per effettuare un eventuale aiuto.

loading...
Iscriviti allaNewsletter

Iscriviti allaNewsletter

E ricevi nella tua casella di posta le nostre novità, ancora fresche di stampa!

Fantastico! Iscrizione effettuata!

Pin It on Pinterest

Share This