Colpo di fulmine o scelta razionale?

Ecco come scegliamo la persona da amare

Ci siamo, nella nostra vita è comparsa la persona che avevamo sempre sognato! Può essere che questa persona ci corrisponda o può essere che non sia così. Può essere un amore felice o denso di nubi. Specialmente in questo secondo caso ci capiterà di domandarci: ma perché proprio lui/lei?

In genere tendiamo ad attribuire la colpa/merito di questo incontro al destino, siamo portati a pensare che tutto sia successo unicamente per caso, senza che noi potessimo minimamente influenzare il fato. Ci siamo trovati in un certo posto, in un determinato momento,e il destino (solo lui) ci ha fatto incontrare.

In realtà, gli studi condotti a tale proposito, dimostrerebbero che le cose non stanno proprio così. La scelta della persona da amare non sarebbe affatto casuale ma sarebbe frutto di una nostra attenta, anche se inconsapevole, ricerca. Siamo noi, quindi, a stabilire il nostro destino e farlo compiere. Ma cosa determina questa nostra scelta?

Una “Love Map” misteriosa ci guida nella scelta

love map

Esiste un qualcosa di misterioso che ci spinge a scegliere una persona fra mille altre, che ci fa trovare attraente proprio quella certa persona, che fa si che la notiamo in mezzo a tutte quelle con cui ci capita quotidianamente di entrare in contatto.

John Money, psicologo neozelandese, citava una “love map” che ciascuno di noi ha codificato nel suo cervello e che identifica quello che ci piace e quello che non ci piace, i colori (degli occhi, dei capelli…), il timbro della voce, il modo di sorridere, l’aspetto fisico. Questa mappa delinea anche i tratti della personalità che più si adatta a noi: affettuosa, forte, di poche parole, chiacchierona….

In pratica, quindi, questa mappa ci fornisce quelle caratteristiche tipo che deve possedere il nostro partner ideale. Crea, a livello inconscio, un modello a cui facciamo riferimento nelle nostre scelte e che ci orienta in una direzione piuttosto che nell’altra. A ciò si aggiunge che ciascuno di noi ha una certa capacità inconscia di valutare il modello dell’altro e di provare attrazione per chi si ritiene possa avere un progetto complementare al nostro.

Le esperienze dell’infanzia influenzano le scelte

esperienze dell'infanzia

Le caratteristiche di questo modello si delineano già nell’età infantile. Le esperienze vissute ci forniscono dei parametri di riferimento che permettono di valutare le nostre necessità, la nostra capacità di interagire con gli altri, le loro risposte e le caratteristiche altrui che meglio si combinano alle nostre per ottenere il risultato di un rapporto il più soddisfacente e gratificante possibile. La formazione del nostro modello risente anche in gran parte della forte influenza esercitata dalle figure genitoriali, molto spesso cerchiamo negli altri quello che trovavamo in esse e pretendiamo di ritrovare nel partner alcune caratteristiche (sia fisiche che caratteriali) proprie dei nostri genitori.

Gli opposti si attraggono?

Ma torniamo ad esaminare cosa cattura il nostro interesse. Sentiamo spesso dire che gli opposti si attraggono, è veramente così? Probabilmente si, ma solo in parte. In genere si cerca qualcuno che stia vivendo o abbia vissuto esperienze simili alle nostre, ma anche che presenti differenze con il nostro modo di essere. Nel partner cerchiamo un’immagine che rispecchi noi stessi (si dice, ad esempio, che le persone fisicamente attraenti cerchino partners ugualmente affascinanti), ma anche qualcosa che ci completi, quindi almeno in parte diverso da noi. La maggior parte di noi è circondata da persone della stessa sfera sociale, questo implica che ci troviamo a frequentare persone che vivono nella nostra stessa città, che hanno alle spalle un tipo di educazione simile alla nostra e condividono degli obiettivi grosso modo equivalenti ai nostri. Generalmente ci troviamo a nostro agio con queste persone, sentiamo di avere una base comune che fa si che ci possiamo intendere e capire a vicenda.

Il bisogno di compensazione

amore e compensazione

Ma esiste anche un’esigenza opposta. Oltre che di una certa affinità, di un certo grado di intesa, abbiamo bisogno di compensazione, ovvero di qualcuno che manifesti dei tratti di personalità che verranno a pareggiare i nostri. Ad esempio, una persona che ama parlare molto avrà bisogno di qualcuno che sa ascoltare, una persona più aggressiva o esuberante cercherà qualcuno più tranquillo, che possa bilanciare i suoi eccessi. Questa ricerca di equilibrio ci spinge anche a cercare qualcuno da cui possiamo imparare qualcosa che ci può essere utile, per esempio qualcuno che, pur avendo vissuto esperienze simili alle nostre, ha sviluppato dei comportamenti, ha trovato delle risposte, diverse da quelle che abbiamo avuto noi. Questo rappresenterà per noi una grossa opportunità di apprendimento facendoci conquistare una completezza a livello psicologico che difficilmente potremmo raggiungere contando solo sulle esperienze vissute in prima persona.

Dunque…

Su queste basi ci muoveremo quando saremo alla ricerca di una persona da amare. Spesso il voler attribuire al destino la causa di un incontro e di un rapporto è anche un modo per dare un’impronta più romantica al sentimento e non voler vedere il risvolto utilitaristico che ogni rapporto deve soddisfare per poter essere desiderabile.

E invece è proprio così. Anche se ci piace pensare che l’amore sia frutto solo di un’irrazionale attrazione per una e una sola determinata persona, in realtà le cose vanno un po’ diversamente. Il fine dell’innamoramento è lo stesso di tutto ciò che ci si trova a desiderare, e cioè migliorare la propria vita.

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